Una proposta per realizzare se stessi
“Osserva i tuoi pensieri, diventeranno le tue parole; osserva le tue parole, diventeranno le tue azioni; osserva le tue azioni, diventeranno le tue abitudini; osserva le tue abitudini, diventeranno il tuo carattere; osserva il tuo carattere, diventerà il tuo destino”.
Lao Tzu (anche se l’attribuzione è incerta)
La qualità dei tuoi pensieri è determinante per la qualità della tua vita.
Ma non confondiamoci. Non sto parlando di idee copiate da altri o dalla AI.
Sto parlando di creatività autentica.
La capacità di produrre costantemente idee originali, innovative e rilevanti.
Ora non pensare all’immagine classica.
Che so, non pensare a uno scienziato geniale che nel suo laboratorio scopre una cura per una malattia.
Stiamo nel piccolo.
Perchè è soprattutto nel piccolo che il discorso che ti sto mostrando funziona.
Avere buone idee può influire su una procedura aziendale vecchia di anni, ad esempio.
Oppure puoi proporre una nuova interpretazione di una breve terzina della Commedia di Dante e formare un piccolo seguito tra gli studiosi.
Puoi usare le tue idee per affascinare un interlocutore.
E così via.
Sapere come generare idee rilevanti non è un fatto teorico.
E’ vita vera.
Ti faccio qualche esempio.
Presta attenzione.
Osserva questo signore.

Si tratta di Niklas Luhmann, sociologo tedesco.
Al di là delle sue notevoli pubblicazioni, voglio parlarti di un’altra cosa relativa a Luhmann.
Un aneddoto curioso per chi desidera capire la potenzialità di un sistema per generare idee.
Sentiamo la sua storia.
Ne vale la pena.
Quella che segue non è una favola, ma fatti realmente accaduti.
Appartenente ad una famiglia di birrai, Luhmann aveva studiato legge.
Era diventato un impiegato nella pubblica amministrazione.
Presto aveva capito di non essere portato per la carriera amministrativa.
Fare pubbliche relazioni era fondamentale per avanzare di ruolo, ma lui non voleva passare il suo tempo socializzando con i superiori.
Finito il turno, tornava subito a casa.
Lo attendeva la sua vera passione.
Studiare opere di filosofia, di sociologia, di economia.
Prima differenza.
Uno arrivato a casa si sdraia sul divano e si annichilisce.
Luhmann invece si metteva a studiare seriamente finita la sua giornata lavorativa.
Seconda differenza.
Uno legge un libro e lo chiama imparare. Si chiama “illusion of fluency”.
Luhmann invece leggeva e prendeva note di quello che leggeva.
Dopo un po’ di tempo le note erano diventate una montagna di note.
Come ritrovare una vecchia nota?
Come rendere vivo questo ammasso di note?
Il vero salto Luhmann lo fece perchè negli anni sviluppò un sistema avanzato per sistemare le note.
Lo zettelkasten. Letteralmente, “la scatola di note”.
Un sistema di note usato per ritrovare facilmente riferimenti bibliografici, segnare idee interessanti e soprattutto un sistema per pensare in modo creativo.
Idee che si sviluppano.
Che collidono tra loro.
Connessioni inaspettate cominciano a emergere senza sforzo.
Una posizione personale inizia a delinearsi.
Perchè scrivere aiuta a pensare profondamente i propri pensieri.
“Il problema è che non si può pensare senza scrivere; almeno non in modo sofisticato e capace di connessioni”
Niklas Luhmann
Fatto sta che questo sistema di studio ha permesso al figlio di un birraio di diventare un professore universitario.
Luhmann un giorno si decise a inviare un suo manoscritto a Helmut Schelsky, uno dei più influenti sociologi dell’epoca.
Schelsky prese visione del manoscritto e ne rimase colpito.
Invitò Luhmann a tentare la carriera accademica come professore di sociologia in una nuova università fondata da poco, quella di Bielefeld.
Nel sistema tedesco dell’epoca, per diventare docente universitario dovevi scrivere una tesi di abilitazione (oltre alla tesi normale).
Luhmann non aveva mai fatto un dottorato.
Ma non solo, Luhmann tecnicamente non aveva nemmeno una laurea in sociologia.
Come avrebbe potuto fare una tesi avanzata di abilitazione per diventare docente proprio in sociologia?
Luhmann aveva un partner segreto, il suo schedario di note.
Armato fino ai denti delle sue preziose note, Luhmann in meno di un anno ottenne tutti i requisiti necessari a prendere l’abilitazione, entrare nell’accademia e diventare ufficialmente docente di sociologia nel 1968.
Vai Luhmann, davvero niente male.
La lezione di questa storia è lì, in primo piano.
La capacità di generare idee innovative, personali e approfondite è un modo per realizzare pienamente se stessi.
Quando uno comincia a pensare davvero, poi si aprono praterie di fronte a sè.
Può ottenere carriere migliori.
Può avere un impatto sugli altri.
Può sentirsi bene e in pace con se stesso.
In contrasto, se uno non pensa con la propria testa, sarà sempre influenzabile dalle mode del momento.
Farà fatica anche a distinguersi.
Non avrà nessuna proposta di valore, nessuna idea diversa.
Sarà uguale a tutti gli altri.
Arrivati a questo punto c’è un però.
Sapere come generare idee è fondamentale.
Manca ancora un pezzo.
