Il processo in tre fasi per sviluppare qualsiasi idea

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Il clima culturale in cui viviamo ci porta a fare certi pensieri, ad avere certi desideri indotti. Non so dire se siano i social, i giornali, lo zeitgeist o qualcosa d’altro. Ma sembra che desideriamo tutti le stesse cose. Status sociale, ricchezza, essere persone sicure e di successo (qualsiasi cosa voglia dire la parola “successo”, mi fa venire la nausea).

Molti di questi desideri nascondono un concetto sottostante. Se diventare ricchi è l’obiettivo, allora basterà una grande idea che mi permetta di sfondare, abbandonare la mia vecchia vita e realizzare i miei sogni.

Scrivere un libro, lanciare un nuovo prodotto, offrire un servizio innovativo. Tutto si basa sulla grande idea.

Le giornate nel frattempo passano. Ogni giorno fantastichiamo sulla nostra grande idea. Oggi è questa, domani è un’altra, dopodomani un’altra ancora. I giorni diventano mesi. I mesi diventano anni.

Un’illusione. Pensiamo di fare progressi per avvicinarci al nostro sogno, ma in realtà siamo fermi. Ci sono modi efficaci per coltivare idee di qualità superiore, te ne parlerò in altre occasioni. Ma adesso ci concentriamo su qualcosa di diverso.

“Per me le idee non valgono nulla se non vengono realizzate. Sono solo un moltiplicatore. L’esecuzione vale milioni”.
Steve Jobs

Oggi voglio parlarti di cosa occorre per uscire da quella dinamica illusoria, tramite il processo per sviluppare un’idea e trasformarla in qualcosa di concreto. Un processo in tre fasi per passare da un’idea a un manufatto concreto.

Idea seminale

Il processo fondamentale per sviluppare idee migliori - idea seminale

Nella prima fase, l’idea è una intuizione.

Chiamo questa fase l’idea seminale.

L’idea seminale è l’inizio del movimento.

L’origine dell’azione.

La realizzazione di avere un problema e provare a risolverlo.

Avere un obiettivo e iniziare sul serio a realizzarlo.

L’idea seminale ha molti nomi.

E’ l’idea che hai improvvisamente sotto la doccia per scrivere un libro. E’ l’idea per fondare una start-up mentre bevi un caffè. E’ una nuova prospettiva quando fai una chiacchierata con un amico che ti spiega i suoi problemi sul lavoro.

L’idea seminale può essere piccola, avvincente, utile, nuova.

L’idea seminale però è ancora avvolta nella nebbia.

Ti sembra di conoscerla, ma è un’illusione pericolosa.

Non conosciamo come e se funzionerà.

Non sappiamo se è una cosa geniale o una sciocchezza.

Non ne conosciamo i punti di forza e suoi limiti.

L’idea seminale è solo una piccola intuizione, una curiosità accennata, un pensiero al congiuntivo, ossia il modo della possibilità: “E se provassi a”?

Una scintilla che accende l’attesa del futuro, la speranza di riuscita, la fiducia nei propri mezzi.

Si può fare.

si può fare
“Si può fare”!

Bene, la parte facile finisce qui, ora comincia la seconda fase, molto più difficile e faticosa.

Chiamo questa fase il sacrificio.

Il sacrificio

Il processo fondamentale per sviluppare idee migliori - il sacrificio

Già perchè avere idee è facile, lo fanno tutti ogni giorno. A meno che tu non sia un sasso o un monaco che persegue l’annullamento dell’ego, sicuramente avrai avuto qualche idea.

Ma noi vogliamo distinguerci dalla modalità tante idee ma nessuna azione.

L’azione che dobbiamo fare è semplice da capire, ma difficile da portare avanti davvero. Dobbiamo far uscire l’idea dalla nostra testolina e farla scontrare con la realtà.

Dobbiamo avere il coraggio e la grazia di fare qualcosa di concreto con l’idea seminale.

Ho chiamato questa fase “il sacrificio” per una serie di motivi.

Sacrifichiamo tutte le idee potenziali che abbiamo in cantiere, per provare a perseguirne una sola.

Sacrifichiamo la purezza della idea seminale, perchè nello scontro con la realtà, nessuna idea rimane identica a se stessa, ma si trasforma in qualcosa che non avevamo previsto.

Sacrifichiamo la nostra sicurezza data dallo status quo, perchè l’idea nuova presenta un elemento di rischio in un territorio sconosciuto e in cui dobbiamo mantenere i nervi saldi.

Ma il sacrificio più grosso è con l’immagine che abbiamo di noi stessi.

Perchè finchè l’idea è nel chiuso della nostra mente, siamo nella dimensione della sicurezza.

Siamo salvi dal dolore del fallimento.

I progetti falliscono, le aziende falliscono, i film falliscono.

Una fantasia invece non fallisce mai.

E’ questo in un certo senso il suo problema.

Ti confesso una cosa.

Ho l’impressione che la maggior parte delle persone non ami molto il rischio, nemmeno il rischio di provare a dire la propria opinione (l’idea seminale!) in una cena tra amici.

Figuriamoci in contesti più formali, quando si deve parlare con un superiore o con un collega.

Se questo è vero, la nostra volontà di avere un’idea ed esprimerla con convinzione diventa qualcosa di raro.

E perciò di prezioso.

Artefatto proprietario

Il processo fondamentale per sviluppare idee migliori - artefatto proprietario

La terza fase è la definitiva determinazione dell’idea seminale attraverso il sacrificio.

Chiamo questa fase artefatto proprietario.

E’ fatto a mano da te e ora è un asset durevole di tua proprietà.

Abbiamo avuto un’idea seminale, l’abbiamo fatta scontrare con la realtà, abbiamo visto nel concreto cosa funziona e cosa no.

L’idea seminale è diventata qualcosa d’altro.

Si è trasformata.

Non è più solo una intuizione potenziale, ma è un’idea che si articola attraverso le varie esperienze, si ramifica con numerose sfumature che a prima vista non avevi notato, si realizza lentamente, progressivamente, inesorabilmente.

L’artefatto proprietario è una tesi di laurea che prende il punteggio massimo.

E’ un libro pubblicato letto da un numero crescente di lettori affezionati.

E’ un articolo di blog di cui essere orgogliosi.

E’ un servizio innovativo pagato bene dalle aziende.

E’ un prodotto di nicchia che raccoglie una schiera di appassionati.

E’ un evento curato nei dettagli e che lascia a tutti i partecipanti un ricordo speciale.

Il processo di sviluppo di un’idea deve concludersi con un artefatto proprietario, non deve fermarsi prima.

Ma c’è di più.

Se noti nel mio schema, l’artefatto presenta delle nuove idee.

L’artefatto proprietario ti porta a fare nuovi collegamenti, che non avevi nemmeno previsto all’inizio e che avrai cura di segnare in una nota.

Stai generando nuove idee seminali, che a loro volta ripeteranno il ciclo.

§

Ti ho mostrato uno dei più efficaci modelli di sviluppo di un’idea. Anzi, secondo me non è semplicemente tra i più efficaci, ma è il più efficace in senso assoluto.

I manuali di crescita personale si vendono con un meccanismo abbastanza noto. 

Ti fanno credere che per essere pronto all’azione, servano le informazioni giuste, che non sei mai abbastanza, che hai bisogno di una guida. 

Il modello che ti ho presentato oggi ribalta la questione

Non avremo mai la sicurezza di essere veramente pronti. E’ l’azione (il sacrificio) che ci trasforma e ci darà la sicurezza necessaria.

Se vuoi un esempio personale, che ti mostri lo sviluppo di un’idea seminale fino ad arrivare a un manufatto di proprietà, nella prossima mail ti racconterò la storia del Pensatoio, la mia prima esperienza con una vera e propria partita iva.

Leggila con la prospettiva dello sviluppo in tre fasi che ti ho appena descritto.

Quello che ti ho mostrato oggi non sono solo informazioni. 

E’ il percorso di trasformazione che devi intraprendere quando vuoi avere un’idea e vederla fiorire.

E’ un modello universale.

Vale nel business. Vale se devi scrivere un libro. Vale se vuoi aprire un blog.

Trova un’idea. Studia. Scrivi. Usa lo Zettelkasten (ne parlo in questo articolo).
Porta l’idea fuori dalla tua mente e falla scontrare con la realtà.

Sii disponibile al sacrificio.

Le mie parole di oggi non sono informazioni. Sono azioni.

Un saluto!
Leonardo Bugada

P.S.

Lo sviluppo dell’idea in tre fasi, richiama un concetto fondamentale elaborato da un filosofo tedesco dell’800.

Questo filosofo è Hegel, una delle menti più brillanti (e strane) che l’umanità abbia mai avuto.

Secondo Hegel, la legge fondamentale della nostra mente e anche della realtà è la cosiddetta “dialettica”.

Forse l’avrai sentita nominare con la formula tesi-antitesi-sintesi, una formula che, per inciso, Hegel non ha mai usato nei suoi testi.

La dialettica è un modello applicabile a numerosi contesti.

Un modello che spiega nella sua essenza lo sviluppo di un’idea, di un progetto, di una azienda, persino di uno stato.

E’ un modello potente, tienilo in considerazione.

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