Cosa NON ti insegnano all'università

ragazza laureata di schiena

La tesi di laurea è in assoluto il momento più importante per uno studente universitario. Il culmine dei suoi studi.

Si potrebbe dire che tutto il percorso di uno studente conduca verso questo momento cruciale.

Dato che è il momento più importante, le università avranno sicuramente predisposto un’adeguata didattica su come si scrive una tesi di laurea, giusto?

Sbagliato.

Il momento apicale nella vita di uno studente è anche il meno spiegato nelle nostre università.

Non ci sono programmi dedicati. Non ci sono corsi di supporto. Non ci sono seminari di preparazione.

Argh.

Come affrontare il lavoro di tesi dunque?

Una piccola percentuale di studenti se la cava egregiamente.

Altri studenti si arrangiano da soli come possono, con gran fatica e senso generale di smarrimento.

Infine ci sono quegli studenti che restano proprio bloccati. Risulta impossibile anche solo scegliere l’argomento di tesi. Figuriamoci poi scrivere qualcosa di sensato che occupi 100 pagine e più.

Che questa situazione sia solo colpa dello studente? Non sarà forse che anche il sistema è un attimo da rivedere?

All’università gli studenti smettono del tutto di scrivere per anni.

E’ una cosa nota, ne aveva parlato anche il Corrierone.

gli universitari non scrivono

Leggi qui la notizia: https://www.corriere.it/

Si fanno tanti esami, certo. Si studia parecchio.

Ma nel frattempo accade un piccolo oblio. Ci si dimentica come progettare un testo e argomentarlo decentemente.

Il punto è che passano anni senza che lo studente scriva una sola riga.

E poi di colpo, la tesi.

Lo studente si ritrova a dover affrontare un lavoro complesso, basato proprio sulla scrittura.
Un lavoro grosso, ma poche idee su come affrontarlo.

Mi sembra un motivo più che valido per provare ansia e frustrazione.

È come se dopo aver letto 10 libri sul nuoto, ti dicessero bene, ora tuffati nell’oceano e nuota fino alla boa in mezzo alle onde dove non si tocca.

Non si impara a nuotare, leggendo libri sul nuoto.

Non si impara a scrivere una tesi, facendo solo esami teorici.

Se ti butti, dopo un po’ manca l’aria.

Teoricamente ci sarebbe il relatore. 

Finalmente, una guida sicura che possa mostrare la via a giovani studenti desiderosi di concludere in bellezza il loro percorso universitario. Un maestro dell’antica arte del sapere.

Purtroppo anche qui è un terno al lotto.

Trovare un relatore.

Già, ma in che modo lo cerco?

Di solito avviene in modo più o meno casuale.

Quello che ti dice sì dopo aver chiesto ad altri. Quello con cui hai preso un bel voto. Quello che è disponibile in quel momento.

Seguire una tesi, salvo casi particolari, è un lavoro aggiuntivo per il professore.
Una scocciatura in sostanza.

E infatti molti relatori, dopo averli inseguiti per settimane, forniscono consigli illuminanti. Del tipo “fai un argomento che ti interessa” oppure “scrivi il primo capitolo poi vediamo”.

Grazie. Veramente utile.

La domanda è: ma come diavolo si trova un argomento se non so nemmeno cosa mi interessa? Come faccio a scrivere il primo capitolo se mi siedo al computer e le idee non vengono fuori neanche a piangere?

Queste sono le domande a cui le università (e i relatori) dovrebbero rispondere.

Nelle prossime pagine ti mostro un processo collaudato per trovare un argomento per la tua tesi, iniziare a scrivere, e in definitiva sentirti più sicuro di quello che stai facendo.

Tornerai ad avere un bel sorriso stampato in faccia.

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