La tesi ti sta uccidendo? Leggi qua
Ho messo il titolo a questo articolo che stai leggendo quasi per gioco. Gli ho dato un titolo assurdo come puoi vedere e l’ho mandato online.
Poi è successa una cosa strana.
Su questo articolo tutti i giorni arrivano persone che su Google hanno digitato queste frasi: “La tesi mi sta uccidendo”, “ansia tesi”, “l’università mi sta uccidendo”

Francamente non me l’aspettavo.
Sono un docente di filosofia e ho fondato il sito su cui ti trovi in questo momento. Vendo un programma di formazione che si chiama Tesi Hack.
Ma ora non ti voglio vendere niente. Ho come l’impressione che in questo momento hai bisogno di un paio di considerazioni per sbloccare la situazione.
A distanza di anni mi ricordo ancora il periodo della tesi
Mi sono laureato in filosofia nel 2008. Sono passati tanti anni, però mi ricordo tuttora il forte stress dovuto alla tesi. Non è un ricordo piacevole.
Ma da cosa era causato questo stress?
Guardandomi indietro, ho provato ad analizzare il me stesso di quegli anni attraverso il senno del poi.
L’ansia veniva da me stesso o dalla pressione sociale?
Se avessi speso del tempo per definire meglio l’intera tesi, invece di lanciarmi subito nella ricerca, sarebbe stato meglio?
Avrei potuto scrivere una tesi migliore senza raggiungere livelli di burn-out clamorosi?
Avevo fatto alcune cose che si erano rivelate degli errori
Durante la stesura della tesi ero partito a razzo, perchè volevo finire alla svelta.
Quello era stato il primo errore. Dopo un po’ di tempo non sapevo bene come procedere.
Avevo letto un po’ di libri e scritto un po’ di pagine. Ma ero arrivato a una situazione di stallo. Ero di fronte a una scelta, ripartire da capo e buttare via tutto o continuare con una tesi ogni giorno meno convincente.
Un altro problema era che non avevo definito l’argomento di tesi.
Volevo fare una ricerca sul rapporto tra un filosofo napoletano del ‘700, Gianbattista Vico e un altro filosofo, questa volta del ‘900, ovvero Giovanni Gentile.
Il problema è che non ero andato molto oltre per definire meglio il campo di indagine. Non mi ero preso il tempo per stabilire cosa volessi indagare. E infatti ad un certo punto navigavo in alto mare, alla deriva.
E così finivo col perdere molto tempo fissando a vuoto il computer, alzandomi molto spesso dalla scrivania e procrastinando il lavoro più che potevo. Ho anche mancato una sessione. Sono andato fuori corso di 6 mesi.
Che non è tanto. Ma il punto è che avevo dato tutti gli esami con un ottimo ritmo e mi stava sullo stomaco non laurearmi in tempo per la questione della tesi.
Oggi credo che il problema più grosso fosse una credenza sbagliata
Ci ho pensato molto.
Credo che l’origine di tutti questi errori sia stata una credenza che davo per scontata.
Ritenevo che aver dato gli esami fosse una condizione sufficiente per sapere come si scrive una tesi.
Non ritenevo nemmeno di avere un problema. Credevo di essere pronto per scrivere una tesi, con una media altissima di voti, avevo quasi tutti 30.
Ora vedo che proprio quella convinzione mi aveva portato a dare per scontato una marea di competenze. Credevo di averle, ma non era così.
Fare una tesi e dare gli esami sono cose completamente diverse.
Mi ero approcciato alla tesi con la mentalità dell’esame. E le conseguenze sono state che non solo non ho fatto una bella tesi, ma la mia convinzione mi ha impedito di rimediare agli errori che stavo facendo.
Una credenza molto più utile per fare una tesi
Mi piacerebbe tornare indietro nel tempo, parlare al me stesso giovane di tanti anni fa.
Se potessi gli direi di spendere del tempo maturando una visione più profonda di cosa significhi fare una tesi.
Gli direi che una tesi eccellente è il prodotto di diverse competenze, che si uniscono armoniosamente in un lavoro ad alta complessità.
In pratica studiare per un esame mi aveva insegnato a stare sui libri. Ma avevo trascurato altre competenze necessarie a fare una buona tesi.
Come ad esempio capire non solo come studiare, ma cosa studiare. Ovvero la capacità di auto-crearsi una bibliografia approfondita.
Come trovare e definire un argomento valido. Per non perdersi nella marea di informazioni disponibili.
Come saper scrivere in maniera interessante, come strutturare un teso persuasivo, come affascinare un lettore con le nostre riflessioni scritte.
Se quelle cose non si imparano, il compito di scrivere una tesi diventerà difficile, fuori dalla nostra portata.
Ed è qui dove cresce l’ansia, la frustrazione e lo stress. Tutte cose un po’ spiacevoli che ho ampiamente sperimentato in prima persona.
Il prossimo passo
In questo articolo ti ho fornito una panoramica personale. Spero sia un’analisi utile per una persona che cerca “la tesi mi sta uccidendo” o frasi simili su Google.
Non ti servono chissà quali strategie avanzate. Leggi i consigli di questa pagina, sono pochi ma profondamente utili per chi è alle prese con la tesi.
Se sei interessato a fare una buona tesi, magari ti interessa un’altra mia analisi, ovvero cosa serve concretamente per fare una tesi eccellente, anche se non sai scrivere e non vuoi occupare anni a farla.
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